Insetti a tavola, uno spiraglio di salvezza

Insetti a tavola, uno spiraglio di salvezza

Lo sappiamo tutti quanto è difficile per l’occidente accettare un alimento non tradizionale, soprattutto se si tratta di “insetti”. L’Efsa (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) è già al lavoro per attuare ricerche riguardo molte specie d’insetti commestibili. Per il momento l’ Unione Europea non ha ancora autorizzato definitivamente nessun tipo d’insetto, ma in un prossimo futuro probabilmente troveremo disponibili in supermercati e soprattutto ristoranti, piatti o alimenti con ingredienti quali cavalette, grilli, formiche e quant’altro.

L’idea farebbe storcere il naso ai più, ma partiamo dalle basi. Perché dovremmo iniziare a consumare insetti?

Le ragioni sono molte, innanzitutto l’entomofagia (dal greco éntomos, “insetto”, e phăgein, “mangiare”) è una pratica totalmente normale in culture di varie parti del mondo come l’America centrale e meridionale, l’Africa, l’Asia, l’Australia e la Nuova Zelanda, infatti, in totale si stima che 2,5 miliardi di persone mangino regolarmente insetti. 

RIMEDIO ALLA SOTTOALIMENTAZIONE
Al contrario nel continente Europeo è visto come un tabù, ignorando i numerosi vantaggi che porterebbero in vari campi, uno tra questi è quello di sfamare tutte le popolazioni meno abbienti o che hanno poca disponibilità di cibo. Secondo la FAO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) è uno degli aspetti più importanti e suggerisce di dedicargli una particolare attenzione (soprattutto con una prospettiva di un futuro dove si stima che saremo in 9 miliardi entro il 2050), la potenziale risorsa alimentare che gli insetti possono rappresentare per arginare il problema della sottoalimentazione è importante e non va tralasciata, in quanto dispongono di un alto valore nutritivo, superiore a quello della carne e del pesce.

Gli insetti sono una ottima fonte di proteine e molti sono ricchi di grassi buoni, di calcio, ferro e zinco, come dimostra una ricerca della FAO in collaborazione con l’università di Wageningen nei Paesi Bassi. Questo studio rivela inoltre che sono già circa 1900 le specie d’insetti consumati dall’uomo nel mondo, in aggiunta si stima che le specie totali, commestibili e non, sono più della metà del totale di tutte le categorie animali conosciute del nostro pianeta.

SONDAGGIO COLDIRETTI

Insomma basta fare un due calcoli per capire quanto sia inutile e poco lungimirante, mantenere ancora questo distacco sociale quando si parla d’insetti a tavola. Un sondaggio della Coldiretti volto a capire il parere degli Italiani in merito, denota una maggioranza (54%) che non accetta un alimento del genere, definendolo estraneo alla cultura alimentare nazionale, inoltre rimangono indifferenti il 24%, favorevoli soltanto il 16% e non risponde il 6%.

MINOR INQUINAMENTO

Un altro vantaggio da non trascurare riguarda i bassi livelli d’inquinamento che comporta l’allevamento d’insetti di vario genere, questo aspetto acquista rilevanza se comparato alla contaminazione ambientale derivante da allevamenti intensivi di mammiferi, uccelli e pesci. Dati raccapriccianti che non accennano a diminuire.
In sostanza, mangiare insetti sembrerebbe la scelta migliore per conciliare tutela dell’ambiente, diffusione del benessere e crescita economica.

PRIMI OK DALL’ UE

I novel food devono passare lunghe procedure e iter autorizzativi organizzati dall’ Unione Europea e gli insetti come tali vengono valutati sotto vari aspetti per passare il “test”.

Gli insetti sono organismi complessi. Comprenderne la composizione è fondamentale per valutare la loro sicurezza come alimento e studiare il potenziale di innescare reazioni allergiche ai consumatori.

Ermolaos Ververis, responsabile scientifico dell’Efsa

Anche se nessuna specie è stata ancora autorizzata definitivamente per l’utilizzo alimentare, recentemente con molto clamore l’UE ha dato il primo ok a una specie, il “Tenebrio molitor” ovvero la tarma della farina, le larve (vale a dire lo stato embrionale degli insetti) della stessa, sono state classificate, a eccezione di allergie, come sane per l’alimentazione umana, se accuratamente disseccate. In attesa di giudizio rimangono grilli e locuste.

In conclusione anche ci sono dei limiti culturali, col tempo il loro consumo potrebbe venire promosso per far fronte alle carenze e all’inquinamento. Sta a noi fare la scelta giusta.

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Nderim Shabani
Nderim Shabani

Autore CSB | Cuoco