“PROVACI ANCORA NIKO”: GAMBERO ROSSO VS LO CHEF TRISTELLATO

“PROVACI ANCORA NIKO”: GAMBERO ROSSO VS LO CHEF TRISTELLATO

Il 27 luglio scorso la rivista del Gambero Rosso ha recensito il ristorante Bulgari di Roma sotto l’egida dello chef tristellato Niko Romito. Il giudizio non è stato dei più felici e ha aspramente diviso il web. Ecco come è andata.

Premessa.

Prima di iniziare a raccontare di questa storia occorre precisare che io non ero lì. Pertanto il mio schieramento è assolutamente neutrale per due essenziali motivi:  A) non facevo parte dei commensali che hanno lasciato il giudizio luciferino e B) malgrado mangiare al Reale sia nella lista delle cose da fare- prima che l’ effetto serra faccia transumare i dromedari in Trentino- l’unica volta in cui ho avuto l’onore di incontrare chef Niko Romito è stato in un breve scambio di saluti ad un convegno gastronomico che per aggirare eventuali cavilli chiameremo Personalità Deliziose

Dicevo quindi, neutrale. Come la Svizzera. Come la besciamella senza il sale. Come quelle foglie d’ argento sopra i risotti che se le assaggi da sole non sanno di niente.

Il fatto. 

A Niko Romito l’impero Bulgari ha affidato la consulenza dei suoi ristoranti incluso il nuovo  ed esclusivo ristorante presso il Bulgari Hotel Roma. Qui lo chef propone un menu legato alla tradizione italiana diverso dalla cucina fatta di ricerca e sperimentazione del Reale. Una tradizione resa però contemporanea proprio da quelle ricerche gustative acquisite nel suo tristellato in quasi vent’anni di onorata carriera. 

Il 27 luglio scorso gli ispettori del Gambero Rosso hanno pubblicato un’impietosa recensione sul neo ristorante di lusso (che potrete trovare qui) snocciolando osservazioni non troppo lusinghiere. Nel mirino del disappunto sono finiti “tubetti verdi tristi”, “spaghetti al pomodoro traballanti” e “infuso al limone che definire punitivo sarebbe davvero troppo poco”. 

L’invettiva non ha risparmiato il servizio, la cucina e nemmeno il rooftop con cocktail bar che pare chiuda anche prima della cucina.

Pasta gamberi e zucchineTubettoni zucchine, menta e Parmigiano Reggiano via Gambero Rosso

La risposta.

Niko Romito ad oggi non sembra aver pubblicamente reagito alle stoccate, ignorando le critiche. In compenso lo spietato mondo dei social si è diviso in due. Raf Alajmo si è dichiarato deluso dalla recensione ipotizzando che il mal contento dei commensali derivasse dall’aver pagato il conto anziché vedersi la cena offerta. Cuochi, addetti ai lavori e amanti della cucina gourmet si sono schierati con lui. Dall’altro lato, alcuni si sono detti felici di vedere un magazine finalmente squarciare il velo di Maya che avvolge i grandi chef. 

Niko RomitoPh: Andrea Straccini

La contromossa

Il 31 luglio, la rivista ha pubblicato un articolo in risposta alla valanga di polemiche ricevute (che potete leggere qui) corredandolo poi con un ulteriore articolo pubblicato appena il giorno dopo (che potete leggere qui). La redazione si addentra in una tagliente classifica delle osservazioni più colorite dei lettori ma senza indietreggiare di un passo sulle proprie dichiarazioni riguardo la cena. 

La narrazione di questa vicenda non vuole essere un mero argomento da bar (o meglio da ristorante gourmet presso prestigiosa location capitolina) ma un banco di dibattito. 

Viene da chiedersi: qual è l’effettivo valore della critica in Italia?

Questo Gambero-gate avrà delle conseguenze tra il giornale e il mondo dell’alta ristorazione?

Se le aspettative di una cucina non vengono soddisfatte è giusto ostracizzarla al pubblico? 

Ai post l’ardua sentenza.

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Serena Sparagna
Serena Sparagna

Editore CSB